Tra le principali tematiche con cui Seat (e tutte le aziende che possiedono nei sistemi
informativi un grande valore) si deve confrontare, sicuramente il “Disaster Recovey” è uno di
quelli cui viene dedicata particolare attenzione.
Per
Disaster Recovery si intende l'insieme di misure tecnologiche e processi
organizzativi atti a ripristinare sistemi, dati e infrastrutture necessarie all'erogazione di
servizi di business a fronte di gravi emergenze.
In quest’ottica, le logiche che guidano sono quelle della “business continuity”, ovvero la
capacità dell’impresa a mantenere in esercizio il proprio business a fronte di eventi catastrofici
che possono colpirla.
A questo scopo, ad esempio, normalmente i sistemi e i dati di business vengono ridondati in un
sito secondario per far si che, in caso di un disastro (terremoto, inondazione, attacco
terroristico ecc...) tale da rendere inutilizzabili i sistemi del sito primario, sia possibile
riprendere le attività sul sito secondario al più presto e con la minima perdita di dati
possibile.
I parametri di riferimento per misurare i livelli di servizio in tema di ripresa della
attività di business sono:
- Recovery Time Objective (RTO) – il tempo necessario al pieno recupero dell’operatività che
fornisce la massima durata, prevista o tollerata, del downtime occorso;
- Recovery Point Objective (RPO) – il massimo tempo che intercorre tra la produzione di un dato e
la sua messa in sicurezza (ad esempio tramite backup) che fornisce la misura della massima quantità
di dati che il sistema può perdere a causa di un guasto improvviso.
La replica dei dati può essere implementata attraverso due modalità distinte:
- la replica sincrona garantisce la specularità dei dati presenti sui due siti. In caso di evento
disastroso sulla sede principale, le operazioni sul sito di disaster recovery possono essere
riavviate molto rapidamente (basso RTO e RPO praticamente nullo);
- la replica asincrona viene utilizzata per superare il limite di distanza ravvicinata tra i due
siti imposto da tecniche sincrone e contenere il rischio di disastri con ripercussioni su larga
scala (e.g. scosse sismiche che potrebbero coinvolgere entrambi i siti).
Negli ultimi anni anche SEAT si è mossa con grande attenzione nel confronto di questi temi
secondo le logiche schematizzate dalla figura allegata.
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Sistemi CORE (business critical)
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Sistemi NON CORE (non business critical)
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- Replica sincrona per DB Oracle e File System
- Flash Copy (opzionale)
- Backup su Disk Library (Full + Incrementali)
- Cloning dei tape e conservati in una cassaforte nel 2° sito
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- Backup su Tape Library (Full + Incrementali)
- Cloning dei tape e conservati in una cassaforte nel 2° sito
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Già dal 2005, presso un secondo sito, è stata infatti predisposta una Sala Macchine adatta ad
ospitare le tecnologie informatiche ridondate, dimensionata per la replica dei dati business
critical ed idonea alla gestione primaria dei dati che permetta una ripresa delle attività
operative.
La specularità dei dati presenti sui due siti è garantita dalla replica sincrona. In caso di
evento disastroso sullo storage primario ubicato nella sede principale, le operazioni di accesso ai
dati business critical ospitati nello storage installato nel sito di disaster recovery possono
essere riavviate facendo accedere i server ai dati replicati effettuando operazioni sistemistiche
in tempi commisurati alla dimensione dei Data Base, normalmente non superiori alle 24 ore.