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Codice Etico e DLGS n. 231/2001

A partire dal 2004, la Società ha avviato il c.d. "Progetto 231", finalizzato alla definizione del proprio modello organizzativo previsto dal Dlgs 231/2001, in materia di responsabilità amministrativa degli enti per fatti di reato commessi da soggetti in posizione apicale e da coloro che sono sottoposti alla loro direzione o vigilanza. Le attività svolte hanno consentito la definizione dei seguenti documenti, idonei ad illustrare il sistema di procedure e di controlli in essere finalizzati a ridurre il rischio di commissione dei reati previsti dalla normativa in oggetto: il " Codice Etico di Gruppo", i " Principi e linee guida del Modello di organizzazione, gestione e controllo"; il " Modello Organizzativo".

Al fine di una organica impostazione, il Modello Organizzativo è stato redatto secondo lo schema dello stesso Dlgs. 231, prevedendo, quindi, distinte sezioni per ciascuno dei gruppi dei reati presupposto delineati dalla norma; ciascuna sezione comprende: (i) l'indicazione e descrizione dell'articolo del Dlgs 231 di riferimento; (ii) principi generali di comportamento e di attuazione e, ove necessario, principi procedurali specifici definiti a fronte di aree a rischio individuate nell'attività di assessment e relative aree di supporto; (iii) apposite appendici contenenti la definizione delle fattispecie di reato richiamate all'interno della singola sezione.

L'Organismo di Vigilanza (istituito ex Dlgs. 231/2001) è composto dai Signori Marco Rigotti (Professore a contratto di diritto commerciale presso l'Università Bocconi) con il ruolo di Presidente, Chiara Burberi (Amministratore indipendente della Società) e Michaela Castelli (Segretario del Consiglio di Amministrazione della Società). Il Consiglio di Amministrazione ne ha determinato la durata in carica sino all'assemblea che sarà chiamata a deliberare in ordine al bilancio di esercizio 2014.

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